Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Le Fonti francescane biografiche
Leggenda Perugina
Introduzione
Penitenza e discrezione
Duro con se stesso, tenero con i fratelli
Elogio della mendicità
Non vi preoccupate per il domani
Delicatezza verso un malato
Intimità inviolabile
II fratello tenta-to
Ottiene la chiesa della Porziuncola
La Porziuncola, modello dell'Ordine
Una casa costrui-ta dal Comune
La casa fatta costruire dal mini-stro
Non esiste una cella «mia!»
Istruzioni per le dimore dei frati
Ultime volontà
Pulizia delle chiese
Giovanni il semplice
Una falsa vocazione
Tentazione e serenità
A mensa con il lebbroso
Visione di frate Pacifico
La cetra angelica
La vigna del prete di Rieti
II pranzo offerto al medico
Predice la conversione di un marito
Un postulante immaturo
Un pesce prelibato
La mormorazione di frate Leonardo
Esce di cella per benedire un fratello
Pranzo natalizio a Greccio
Visita del cardinale Ugolino alla Porziuncola
Virtù e vizi a Greccio
Predice ai perugini la guerra civile
Efficacia della sua preghiera
Malattie del Santo. Amore a Cristo sofferente
II libro della croce
«Venite a vedere un ghiottone!»
Contro l'ipocrisia
Un guizzo di vanità
II cardinal Ugolino gli ordina di curarsi
Nasce il Cantico delle creature
La strofa del perdono
Un cantico per le Clarisse
Sua ripugnanza a farsi curare
«II Signore vi ricompenserà»
Cauterizzazione indolore
Straordinario rispetto per il fuoco
La cella in fiamme
Altri segni d'amore per le creature
Generosità di Francesco
Dona la tonaca a due frati francesi
Altri esempi di generosità
II mantello di Egidio
Dona il Nuovo Testamento
Guarigione dei buoi di Sant'Elia
II canonico Gedeone
I cavalieri invitati a mendicare
Elogio della mendicità
Alla mensa del cardinale Ugolino
Frate Mosca, il parassita
Bacia la spalla del questuante
Gioia del Santo vicino alla morte
Coraggio di fronte alla realtà
Quale fu l'intenzione di Francesco
La denominazione: Frati Minori
Resistenza di certi fratelli
I libri del frate ministro
II salterio del novizio
E' la preghiera che salva
La scienza gonfia, la cari-tà edifica
L'insidia della scienza
Tanto uno sa, quanto fa
Abusi e sviamenti
Perché Francesco non interviene
Opposizione di certuni al Santo
Contro l'ozioso ciarlare
Francesco vuole recarsi in Francia
Venerazione per l'Eucaristia
Arezzo disinfestata dai demoni
Ugolino blocca il viaggio in Francia
Serenità del vero frate minore
Sorella cicala
Modello ed esempio
«Ti ho scelto perché eri sprovveduto»
Esempio e stimolo per i fratelli
Incontro con uno più povero
II fratello che disprezzò un povero
I ladroni convertiti
II finto santo
Persecuzione diabolica
Quaresima sulla Verna
II guanciale di piume
Suo fervore nel recitare l'ufficio
Fratello corpo
La gioia spirituale
Predice la sua gloria
Benedizione alla città di Assisi
Sorella morte
Ultima visita di «frate» Jacopa
Gli ideali di umiltà e povertà
II vescovo di Terni
Ancora sull'umiltà di Francesco
Dimissioni di Francesco
Obbedienza del Santo
Benedizione di Frate Bernardo
Predizione riguardante Bernardo
L'ultimo saluto di Chiara
Le sorelle allodole
Non sono un ladro!
Nessuna proprietà, nemmeno in comune
Cristo approva la Regola
Non parlatemi di altre Regole!
Come com-portarsi con il clero
Lagnanze di Cristo
L'ultima cena di Francesco
LEGGENDA PERUGINA

LEGGENDA PERUGINA

(COMPILAZIONE DI ASSISI)

IL FINTO SANTO


1647
91. C'era un frate di vita esemplare e santa, intento all'orazione giorno e notte. Osservava un silenzio ininterrotto, al punto che talora, confessandosi a un frate sacerdote, non si esprimeva con parole ma con dei gesti. Appariva talmente devoto e fervente nell'amore di Dio che a volte, sedendo in mezzo ai confratelli, pur standosene muto manifestava una tale gioia interiore ed esteriore nell'ascoltare la conversazione edificante, che tutti i frati e gli altri che lo vedevano, si sentivano attirati a devozione, e lo consideravano come un santo.
Da molti anni ormai perseverava in questo genere di vita, quando Francesco venne al luogo dov'egli dimorava. Udendo dai fratelli come si comportava, disse: «Sappiate in verità che si tratta di tentazione e inganno diabolico, dal momento che rifiuta di confessarsi».
Nel frattempo, ecco capitare colà il ministro generale per un incontro con Francesco. Anche lui magnificava quel religioso alla presenza del Santo, che però ribatté: «Credimi, fratello, che quello è guidato e ingannato dallo spirito maligno». Il ministro generale rispose: «Mi sembra cosa straordinaria e quasi incredibile che un uomo, il quale mostra tanti segni e prove di santità, possa essere quello che tu dici». Francesco ripigliò: «Mettilo alla prova, chiedendogli di confessarsi due o almeno una volta la settimana. Se non ti dà retta, constaterai che ti ho detto il vero».
Un giorno che il ministro generale ebbe a parlargli, gli ingiunse: «Fratello, ti impongo di confessarti due o almeno una volta per settimana». Quello si mise un dito sulle labbra, scuotendo il capo e mostrando con segni che non intendeva obbedire. Il ministro, per non esasperarlo, non insistette. Ma non passarono molti giorni che colui uscì di sua volontà dall'Ordine e tornò nel mondo, rindossando l'abito secolare.
E una volta che due compagni di Francesco camminando per via si imbatterono in lui che veniva avanti da solo, come un poverissimo pellegrino, impietositi gli dissero: «O sventurato, dov'è la tua virtuosa e santa vita? Non volevi farti vedere dai tuoi fratelli né parlare con loro, tanto amavi la solitudine; ed ora, eccoti vagabondo per il mondo, come uno che ignora Dio e i suoi servi».
Quell'uomo cominciò a parlare, bestemmiando a ogni momento, come fanno i mondani. I frati gli dissero: «Miserabile, perché bestemmi al modo degli empi? proprio tu, che una volta ti astenevi non solo dal parlare ozioso, ma perfino dalle conversazioni edificanti». Quello ribatté: «Non può essere altrimenti». Così si separarono. E pochi giorni appresso morì.
I frati e le altre persone a conoscenza della cosa, ne rimasero stupefatti, considerando la santità di Francesco che aveva predetto la defezione di quell'infelice ai tempi che tutti lo stimavano santo.




 
 



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